L'Angelo

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Marzo 1992

Tu c’eri quando ingordo attaccato al seno di mia madre succhiavo il latte,
quando illuso e spensierato cullavo la certezza che tutti i traguardi avrei tagliato
e tacevi, muto osservatore della mia vita,
niente dicevi quando l’innocente stupidità mi procurava le difficili e indesiderate situazioni.
Non sapevo di te, non ti pensavo, eppure mi eri accanto
solerte compagno a registrare, senza intervento alcuno, ogni mio comportamento.
Inattaccabile la tua obiettività, niente ti turba, lasci indifferente svolgersi il mio destino.
Ora so di te, mi accompagni fedele amico, il tuo
giudizio il più gratificante premio al mio essere uomo.