Vecchio

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Vecchio
con vecchi vestiti
e pur feriti
né soldi, gioielli o case
un fazzoletto in tasca
un coltellino, una penna
e niente più.
Più povero non si può
pensai preoccupato
doveva essere aiutato.
– Son io che posso darti
qualche aiuto –
mi disse sorridendo
– sono l’uomo più felice
il più ricco, il più contento,
posseggo l’universo
mille stelle, le comete
le galassie più lontane,
l’aria fresca del mattino
il canto degli uccelli
l’odore della pioggia
le canzoni del vento
il sole che mi scalda,
posseggo le parole
gli occhi per guardare,
posseggo tutti i sogni
le gambe per camminare
... sono io il più ricco.
Mi regalò due stelle
dei pianeti
aggiunse una galassia intera
un bacio sul viso
e se ne andò
lasciandomi incantato.
Penso al suo sorriso
e ... piango.

Lecce, 16 Dicembre 2000